Menu principale:
Testi vari
Liturgia
Clicca sul player sottostante e
________________________
Oggi è:
________________________
________________________
Poesie dalla rete
Un ringraziamento all'amico "facebookiano" Patrizio Righeiro per la sua passione nel reperire queste "perle" e condividerle con il grande popolo della rete ...
La preghiera
Fondamenti della Fede
Celebrazioni online
Adorazione online
Preghiere al Padre
La Divina Misericordia
Lo Spirito Santo
Il Santo Rosario
La vera devozione a Maria
Preghiere a Maria
San Giuseppe
Altri Santi
Preghiere in latino
Consacrazioni
Devozioni
Novene
Canti
Per varie circostanze
Intenzioni di preghiera
Religiose
Il catino di acqua sporca
Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione
prenderei proprio quel catino colmo d’acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede cingermi dell’asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere i nemici dagli amici
e lavare i piedi del vagabondo, dell’ateo, del drogato,
del carcerato, dell’omicida, di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio,
finché tutti abbiano capito nel mio
il Tuo Amore.
(Madeleine Delbrel)
Il tuo posto
“Dove sei finito, Dio?”
Ti ho chiamato.
Ho invocato il Tuo Nome.
E ho detto:
“Se ne andato lontano:
Dio si è scordato di me”.
Sono andato a cercarti
là dove era la Tua dimora
e l’ho trovata ingombra
di troppe cose.
C’erano film mangiati a metà,
ore e ore perse sul Pc,
sciocche letture,
fiction da quattro soldi
e paccottiglie hi-tech.
Nella Tua dimora, Dio,
c’era immondizia di ogni genere.
Più ingombrante di tutto,
nella Tua dimora,
ho trovato me.
Con folli pretese,
con capricci d’ogni genere,
con ansie ingigantite,
con paure piagnucolate,
con desideri
gonfi come mongolfiere.
È bastato buttare qualcosa,
una spolverata veloce.
È bastato scostarmi di poco
per ritrovarti, al Tuo posto.
Con le braccia aperte.
Dio mio.
(Hans Ludwerd)
Lo farò più tardi
Lo farò più tardi,
ora devo preparare la colazione
per i ragazzi.
Lo farò più tardi,
ora devo prepararmi
per andare al lavoro.
Lo farò più tardi.
Appena arrivo a casa.
Lo farò più tardi,
prima devo andare a prendere
Isabella in palestra.
Lo farò più tardi.
Dopo la spesa.
Dopo la cena.
Dopo i compiti di Dario.
Lo farò più tardi.
Dopo aver sparecchiato.
Sono le 10, Signore,
e non ho trovato mezz'ora
per lavarmi i capelli,
per sistemarmi un po'.
E Tu sai che non mi piace
inginocchiarmi qui
senza essere in ordine,
senza essermi fatta bella per Te.
Sono le 10
e aspetto che Eric
torni da fuori città,
scorrendo un rosario
di cose ancora da fare.
Le farò più tardi.
Ora,
mentre aspetto il mio sposo,
sto qui con Te.
Un ritaglio di silenzio,
con le doppie punte,
con il maglione macchiato,
con la ciabatte sfondate.
Accettami così questa sera.
Domani farò meglio.
Forse.
Ora sei importate Tu.
Il resto lo farò più tardi.
(Emily Shenker)
Ma non ero io
Ho sguainato la mia spada
contro i mostri dell’ombra;
ho pronunciato parole straniere
contorcendo le labbra
in suoni impronunciabili;
ho stretto rettili e bevuto veleno;
ho versato farmaci di preghiera
su inguaribili ferite.
Ma non ero io, Signore.
Eri Tu il guerriero,
Tu l’interprete,
Tu l’incantatore,
Tu il medico.
Io Ti ho prestato soltanto
due deboli mani,
una voce stonata,
un rammendato coraggio
e una fede traballante.
Tu l’autore,
io la penna.
Tu il libro,
io la carta.
(Eric Pearlman)
Per la dipartita di una persona cara
Accoglilo cone un principe
Le sopracciglia folte,
la guance ruvide,
le mani abitate
da vene brune.
Parlava poco il nonno.
Come un olmo
ha perso le foglie
ed è scivolato nell'inverno.
Accoglilo, Signore,
come si accoglie un principe,
come si accoglie un figlio
che torna stanco
dopo un viaggio di lavoro.
Abbraccialo forte,
anche da parte mia.
Quando arriverò da te,
andrò a salutarlo
prima di tutti gli altri.
E sarà lui,
ancora una volta,
ad insegnarmi cosa dire
alla Tua presenza.
(Eric Pearlman)
Per chi resta (Ricordando Yara)
Per chi resta, Signore,
prepara un bicchiere di latte caldo
con molto zucchero,
perché l'amarezza
può rapire
e uccidere la speranza.
Per chi resta, Signore,
sforna un pane nutriente
perché alzarsi ogni mattina
sarà più faticoso.
Per mamma e papà,
per i miei fratelli
e per i tanti amici
che neppure sapevo di avere
pronuncia una parola
che non faccia violenza
a questo silenzio.
Per me non chiedo nulla.
Ho Te.
Ho pace.
Ho tutto.
(Emily Shenker)