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Presentazione

La Bibbia

La Sacra Bibbia
online

Presentazione


In fase di realizzazione di questo sito, mi sono preoccupato principalmente del come poter riproporre il testo della Bibbia online, pensando più o meno furbescamente che in pratica si sarebbe trattato di un semplice taglia, incolla, giustifica, impagina, metti qualche link qua e là… insomma, considerando il tutto facile e alla portata di chiunque abbia un po’ di dimestichezza con internet e i pc… alla fine però ho scoperto la difficoltà più grande: l’incipit.

Già! Come introdurre quello che definire come il più grande libro mai scritto è già una drammatica riduzione? Come posso io, né studioso né tantomeno uomo di Chiesa, parlare di un libro in grado di cambiare la vita? Potrei forse io suggerire o spiegare come leggerlo? Sicuramente no… quindi mi limiterò ad esporre quella che è la mia esperienza e ad invitare sempre in caso di dubbio ad affidarsi a persone più competenti.

Vorrei poter dire che la Bibbia si potrebbe cominciare a leggere dal principio. In realtà non è così, dipende dal tempo di cui si dispone, dal motivo di fondo che ci spinge a ‘tentare’ una lettura e da quelli che dovremmo riconoscere come limiti (ad esempio il grado di comprensione legato alla conoscenza globale e non tanto alla nostra cultura personale).

Giacché ogni mio commento sarebbe indubbiamente riduttivo, intendo paragonare la Bibbia ad un completissimo e autorevole manuale, comprensivo di un gran numero di informazioni. Proprio per questo, dobbiamo riconoscere che tutte queste informazioni al momento potrebbero sembrarci non interessanti e attinenti al motivo per cui ci stiamo avvicinando ai Sacri Testi. Sicuramente ogni pagina sarà interessante, ogni argomento potrebbe essere un punto di partenza, ma potremmo scoprire che la parte che ci interessa sia centinaia di pagine più avanti rispetto al nostro punto di partenza.

Per questo, piuttosto che iniziare dal principio e perdere l’interesse prima di giungere a quella parte che sicuramente potrebbe fornire una risposta concreta ai nostri perché, sarebbe meglio cominciare da qualcosa di facile comprensione e magari vicina alla nostra vita quotidiana.

Con questo non voglio dire che non bisogna leggere tutto, anzi! Forse in troppi abbiamo una comprensione limitata della Verità della Bibbia o delle idee in essa contenute proprio perché non l’abbiamo mai letta tutta.

Dovendo quindi trovare un punto di partenza, poiché il cuore della Bibbia è indubbiamente Gesù Cristo (così come lo è sia cronologicamente che teologicamente per tutta la storia dell’Universo), vedo proprio in Lui il punto di partenza: Chi è? Cosa ha detto? Cosa ha fatto? Inizierei proprio dal Vangelo di Giovanni, uno dei dodici apostoli, l’unico che inizia il suo vangelo non raccontando della discendenza di Gesù, ma dichiarando arditamente chi Egli è:

In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
(Giovanni 1,1)


E proprio nello stesso Vangelo secondo Giovanni, verso il termine del racconto, l’apostolo ci dice per quale motivo lo abbia scritto:

Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel Suo Nome.
(Giovanni 20, 30-31)

Amo il Vangelo raccontato da Giovanni, lo ritengo avvincente. Dovremmo leggere questo testo senza avere fretta, senza lasciarci prendere dalla portata dei miracoli in esso descritti o giudicare con superficialità, cercando anche di capire che cosa voglia dire Giovanni e il perché delle coraggiose affermazioni di Gesù. Bisogna considerare che Giovanni stava scrivendo quando molta della gente che aveva conosciuto Gesù e che aveva magari assistito di persona a tutti gli eventi che egli stava testimoniando, era ancora in vita. Se avesse scritto falsità sarebbe stato facilmente contraddetto e non avrebbe di certo scritto anche altri quattro libri: tre Lettere cattoliche e l’Apocalisse.

Dopo aver letto il Vangelo secondo Giovanni, ti consiglio di leggere la Lettera di San Paolo ai Romani, ove sono introdotti i fondamenti del piano di Dio per rivelare Se Stesso all’umanità. Poi ci ritroveremo qui, spero con il desiderio di proseguire nella lettura per conoscere meglio Dio e la Sua Parola.

Mi permetto ora di approfondire un po’ di più il discorso, cercando di esporre i miei convincimenti.

Quando si parlava dei cristiani dei primi secoli, ci si riferiva con un certo disprezzo a quelli che erano i seguaci di Gesù Cristo (vedi Atti 11,26). Mentre il termine discepolo indicava semplicemente una persona che ne seguiva un’altra. Il termine ‘cristiano-seguace’ lascia intendere che per il popolo di allora, i cristiani, non si limitavano a seguire l’esempio di Gesù, ma che essi erano proprio come Lui. Facevano le stesse cose. Le facevano in Sua memoria, come aveva comandato, e le facevano nel Suo Nome.

Ebbene, se non vi è miglior testimone di colui che ha un interesse opposto, questa è davvero una testimonianza meravigliosa!

Essere ciò che Egli è. E il solo modo di diventare come Lui è conoscerLo, conoscere la Parola di Dio. Si può conoscere la Bibbia pur non essendo discepoli, ma non si può essere un discepolo senza conoscere la Bibbia!

La Bibbia fu scritta originariamente in ebraico, aramaico e greco, lingue oggi non più in uso o comunque sconosciute alla maggior parte di noi ed è per questo che esistono numerosissime traduzioni. Poiché però ogni parola ha un suo peso (Gesù stesso dice che non passerà neppure uno iota senza che tutto sia compiuto), bisogna tener conto del fatto che purtroppo qualche versione, magari in buona fede, cercando di rendere il discorso maggiormente comprensibile, tralascia o altera alcuni termini modificando a volte la profondità del messaggio originale.

Ecco alcuni esempi di diversità nelle traduzioni che possono alterare il significato profondo delle Scritture:

I Corinzi 10, 4

Bibbia CEI : tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo.

Bibbia TdG : e tutti bevvero la stessa bevanda spirituale. Poiché bevevano al masso di roccia spirituale che li seguiva, e quel masso di roccia significava il Cristo.

Bibbia riveduta: bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo.

Appare evidente come il verbo "era" sia profondamente e concettualmente diverso dal verbo "significare". Era è l'essere. Significare è rappresentare ma non essere.

Romani 9, 5

Bibbia CEI : i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

Bibbia TdG : ai quali appartengono gli antenati e dai quali sorse il Cristo secondo la carne: Dio, che è sopra tutti, sia benedetto per sempre. Amen.

Bibbia riveduta: ai quali appartengono i padri e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen.

In questo caso la traduzione è mirata a far intendere qualcosa di completamente diverso. Secondo la versione CEI e la Riveduta che lo specifica meglio, Cristo proviene come uomo dai padri, ma resta Dio. Infatti, il senso della parte finale è: Cristo è sopra tutte le cose, Dio benedetto nei secoli.
La traduzione dei TdG, di fatto, spostando il verbo ed inserendo artatamente i due punti (:), nonchè utilizzando una forma invocativa, separa la figura di Cristo che sorse dagli uomini da quella di Dio che deve essere benedetto per sempre.

Giovanni 1, 1

Bibbia CEI : In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Bibbia TdG : In principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio.

Bibbia riveduta: Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.

Spesso l'attenzione su questo versetto viene focalizzata sull'introduzione dell'articolo indeterminativo "un" che quindi lascia intendere da parte dei TdG la non uguaglianza fra il Verbo e Dio, quasi a declassificarla ad una divinità inferiore, una fra tante.
Invece c'è di più.
L'avverbio "presso" che altri traducono "con", unitamente al verbo essere, in realtà indica un concetto interessantissimo: l'essere faccia a faccia. Il riflettere.
L'essere l'uno immagine dell'altro.
Ed è interessantissimo anche il fatto che Giovanni, nel suo Vangelo, utilizza questa combinazione solamente in due casi.
Il primo è questo.
Il secondo è quando dice che Maria era presso la croce.
Ai piedi di Gesù crocifisso c'è l'immagine dell'altro Cristo, lo stesso Cristo.
Vi stupisce?
Non più di tanto se collegate questa espressione a quella utilizzata dall'angelo al saluto a Maria: il Signore è con te. Sempre. Quasi che San Giovanni volesse lasciar intendere (a chi ama approfondire la Scrittura) che Maria è faccia a faccia con il Figlio come questi è faccia a faccia con il Padre.
Del resto è o non è lei la piena di Grazia, tempio dello Spirito Santo?
Se solo riuscissimo a guardare tutta la Scrittura nella sua interezza, coglieremmo per Grazia, il messaggio lasciato dall'Amore ai suoi amati.
Dove c'è il Padre c'è il Figlio.
Faccia a faccia che si amano di Spirito Santo.
Perchè se Dio è Amore e il Figlio è Amore, ciò che li unisce non può che essere come Loro.
E la cosa meravigliosa è che dove c'è il Figlio c'è anche sua Madre.

Luca 23,43

Bibbia CEI : Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

Bibbia TdG : Ed egli disse a lui: “Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso”.

Bibbia riveduta: Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso».

Anche in quest'ultimo caso, noterete come l'introduzione dei due punti (:), di fatto introduce un significato diverso nella stessa frase. Una cosa è dire "oggi sarai", indicando chiaramente che al momento della morte vi è un giudizio e che Chi sta parlando ha potere di decidere in tal senso...
Diverso è dire: si, prima o poi, tu sarai con Me in Paradiso... lasciando intendere che quando un altro, in un altro momento, lo dirà, allora potrai essere anche tu in paradiso.

Non mi permetto di esprimere valutazioni sulle diverse versioni e, come si può notare, una delle tre versioni citate ad esempio, differisce dalle altre sminuendo l’importanza del Cristo e pertanto offuscando ciò che in realtà Egli è. Non nascondo di affidarmi al testo riconosciuto dalla CEI nella versione del 1974, ad oggi modificato nella nuova Traduzione, che sono praticamente le versioni lette durante le liturgie della Chiesa Cattolica e riconosciute anche come Traduzioni Ispirate.

Pertanto, tra le scelte disponibili, mi sento di consigliare di evitare la lettura della versione tradotta dai TdG per tutta una serie di arbitrarie manipolazioni (che spero di poter ulteriormente trattare in un’altra sezione di questo sito).

Vi posso assicurare che la lettura di alcune pagine vi prenderà così intensamente da desiderare di leggerle e rileggerle più volte. E spesso, la stessa pagina, magari letta a distanza di tempo, aprirà prospettive diverse dall’ultima volta che l’abbiamo letta.

La Bibbia contiene 73 libri, scritti da più di 40 scrittori diversi per un periodo di circa 1500 anni. È divisa in due parti principali, il Vecchio Testamento o Vecchia Alleanza e il Nuovo Testamento o Nuova Alleanza (alcune tradizioni preferiscono indicarli come Prima Alleanza e Nuova Alleanza proprio per sottolineare che il Nuovo non ha abolito il Vecchio ma lo ha portato a compimento.

Mentre nel Vecchio Testamento, Dio si è rivelato innanzitutto alla nazione di Israele (i giudei), nel Nuovo Testamento Egli si è rivelato a uomini e donne di diverse nazioni. Di contro, proprio in contrapposizione a questa espansione di destinatari vi è un approfondimento progressivo delle tematiche:
Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato (I Corinzi 13,11).

I primi – come definirli? – seguaci di Dio, non avevano una conoscenza completa né Sua né dei Suoi piani, perché la Sua Parola non era stata completamente resa. Attraverso gli anni Dio ha via via rivelato sempre di più Se Stesso e i suoi piani, nonché i propositi e questa rivelazione si trova in tutta la Bibbia. Per capire che cosa ha detto Dio su ogni argomento, dobbiamo sapere che cosa Egli ha detto in tutta la Bibbia. Il bello è che queste informazioni non sono mai contraddittorie o inconsistenti (Dio è verità e non mente mai, Deuteronomio 32, 4; Numeri 23, 19), infatti Dio è eterno e non cambia mai (Malachia 3,6; Ebrei 13,8).

Giusto per fornire un esempio, potremmo prendere in considerazione l’adorazione. Nei primi tempi delle Scritture, gli uomini costruivano altari ovunque potevano e sacrificavano animali per adorare l’Altissimo. In seguito. gli altari dovevano essere costruiti dove Dio specificatamente indicava ed era Egli stesso ad indicare anche i sacrifici che sarebbero stati ben accetti. In seguito, per bocca dei profeti, Dio disse che doveva essere costruito un solo altare in Gerusalemme. Più tardi ancora, Gesù insegnò che luoghi e altari erano temporanei; che Dio in realtà gradiva l’adorazione nella vita e nelle azioni piuttosto che i sacrifici (
misericordia io voglio e non sacrificio, Mt 9, 13; Mt 12,7). E Gesù stesso fu l’ultimo dei sacrifici, l’Agnello immolato. Oggi ognuno di noi è chiamato a consacrarsi a Dio e ogni nostra azione deve divenire un atto di adorazione.

Ciò che quindi distingue la Bibbia intesa come racconto progressivo dell’Alleanza fra Dio e l’uomo da qualsiasi altro testo o racconto, è una verità fondamentale: la verità dell’Ispirazione. (2 Timoteo 3,16:
Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona). Dio ha consegnato la Sua Parola con precisione, ecco perché, riallacciandomi al discorso fatto nell’introduzione, ogni singola parola è importantissima e bisogna fare molta attenzione alla versione utilizzata.

La Bibbia non è il racconto umano relativo a cosa Dio dice o pensa secondo l’uomo!

Dio stesso è l’autore delle Scritture. Egli ha mosso autori umani, usando i loro talenti, abilità, vocabolario, stile di comporre per dire esattamente e precisamente ciò che Egli voleva che fosse detto. Non sono di Dio solo i pensieri, i principi o le idee generali contenute nella Bibbia; le parole stesse sono di Dio, anche se sono espresse con linguaggio umano!

Ciò ovviamente non può essere inteso a nostro piacimento. Se crediamo che tutta la Bibbia è Parola di Dio, non possiamo prendere e scegliere le parti in cui crediamo e disconoscere le parti che non ci interessano o che non sono confacenti alle nostre aspettative…

Proprio per questo, mi sento di dire, che la lettura della Bibbia è un atto di grande responsabilità. Non si finisce mai di imparare e, anche riconoscendo di essere ‘apprendisti tra gli apprendisti’ (sant’Agostino), non avremo mai una perfetta comprensione della Sua Parola. Possiamo sempre imparare dagli altri, essere aperti a nuove sfide e comprensioni ed essere disposti a esaminare e a rivalutare i nostri punti di vista. Dovremmo cercare di apprendere tutto ciò che Egli ha detto su un argomento particolare: non solo le parti che ci piacciono di più! Molte discussioni nascono quando ci si focalizza su versi limitati (ad esempio i TdG sulla divinità del Cristo).

In ultimo, dovremmo cercare di essere umili…
sigh! Ogni individuo ha il proprio bagaglio culturale, il proprio grado di comprensione e le proprie esperienze e conoscenze della Parola di Dio; ogni individuo cambia costantemente nel proprio cammino cristiano e magari può aver vissuto periodi di grande sofferenza o grande sbandamento che lo hanno allontanato dal Creatore o addirittura convinto che Dio sia identificabile in un nemico.

Gli altri potrebbero non avere il vantaggio del nostro ammaestramento e magari potremmo non sapere altri dettagli che loro sanno. Ma quando condividiamo, sempre con lo scopo ben in mente di capire meglio che cosa ci sta dicendo Dio in quel momento con la Sua Parola, possiamo trarne esclusivamente vantaggi.

L’idea della condivisione è la stessa di quei pochi pani e pesci messi insieme per sfamare le folle… e ne avanzò! Come diceva San Francesco: ecco il mio niente, lo dono a chi non ha neanche quello. Concludo proprio condividendo con voi la mia fede:

Io credo in Dio,
Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo,
siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cristiana, la comunione dei santi,
la remissione dei peccati, la risurrezione dei morti,
la vita eterna.
Amen.



“Nell’essenziale, unità; in ciò che non è essenziale, libertà; in tutto carità”. (sant’Agostino)

Simmy