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Medjugorie
Web Cam live dalla parrocchia di S. Giacomo - Santuario Internazionale Regina della Pace
Medjugorie - Bosnia (Hrz)
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Medjugorie: la situazione attuale
(aggiornato al 17.03.2011)
Dopo la doverosa premessa sul valore di questo genere di eventi, mi permetto di ricordare che la posizione della Chiesa in relazione alle apparizioni mariane di Medjugorie, per quanto mi consta, non è quella espressa dal vescovo locale Pavao Zanic all’epoca in cui cominciò la vicenda, né dal suo successore e attuale vescovo di Mostar mons. Ratko Peric che, come ha ricordato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, esprimendo ufficialmente la posizione della Congregazione per la Dottrina della Fede, “deve essere considerata espressione di una convinzione personale (… omissis …) e rimane un suo parere personale”. Le posizioni dei due vescovi citati non possono in nessun modo essere utilizzate in nome e per conto della Santa Sede.
L’unica espressione ufficiale ad oggi è quella espressa nella Dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991 dove si afferma soltanto che "sulla base delle ricerche finora compiute non si può affermare che si tratti di apparizioni o fenomeni soprannaturali" (non constat de supernaturalitate), ma neppure smentisce tale ipotesi.
Il giudizio constat de non supernaturalitate (espresso ad esempio dal vescovo di Mostar) è – ad oggi – diverso da quello di cui al capoverso precedente.
Tuttavia bisogna ricordare che, in quanto ordinari del luogo, hanno competenza nell’emettere determinati provvedimenti che ogni fedele “cattolico”, in armonia con la Chiesa universale, è tenuto a rispettare, astenendosi da ogni giudizio che possa comunque mettere in discussione l’autorità e le responsabilità attribuite dall’ordine sacro ricevuto.
Risorse multimediali
Raccolta di video
su Medjugorje
19.03.2011
Da Rai2 - Sulla via di Damasco
10.03.2011
La Madonna apre cieli nuovi e terra nuova
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NOVITÀ - Come atteso sin dal mese di luglio 2006 (così venne annunciato dal Presidente della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina, cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo) è stata finalmente nominata la Commissione Internazionale d'inchiesta su Medjugorje che si è radunata per la sua prima sessione il 26 marzo 2010.
La notizia è stata resa nota proprio dalla Sala Stampa vaticana. La Commissione, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, vicario generale emerito del Papa per la Diocesi di Roma, è composta dai seguenti membri: cardinale Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, presidente della Conferenza episcopale di Bosnia ed Erzegovina, cardinale Josip B?zanic, arcivescovo di Zagabria, vicepresidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, cardinale Julián Herranz, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, mons. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, mons. Tony Anatrella, psicoanalista e specialista in Psichiatria sociale, mons. Pierangelo Sequeri, docente di Teologia Fondamentale presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, il padre gesuita A. Maria David Jaeger, consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, il padre francescano conventuale Zdzislaw Józef Kijas, relatore della Congregazione delle Cause dei Santi, il padre servita Salvatore M. Perrella, docente di Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”, e il rev. Achim Schütz, docente di Antropologia Teologica presso la Pontificia Università Lateranense, in qualità di segretario. Mons. Krzysztof Nykiel, officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, funge da segretario aggiunto.
Ai lavori della Commissione hanno partecipato anche alcuni esperti: il rev. Franjo Topic, docente di Teologia Fondamentale a Sarajevo; il padre gesuita Mijo Nikic, docente di Psicologia e Psicologia delle Religioni presso l'Istituto Filosofico e Teologico della Compagnia di Gesù a Zagabria, il padre gesuita Mihály Szentmárt?ni, docente di Spiritualità presso la Pontificia Università Gregoriana, e suor Veronica Nela Gašpar, docente di Teologia a Rijeka.
Come annunciato in precedenza, il lavoro della Commissione si svolgerà in rigoroso riserbo, valutando le implicazioni pastorali del fenomeno, studiandone i "frutti" e analizzando le esperienze dei pellegrini, le motivazioni che li spingono a visitare i luoghi coinvolti nei fenomeni, gli effetti dei pellegrinaggio sulla loro vita quotidiana.
Le conclusioni saranno sottoposte alle istanze della Congregazione per la Dottrina della Fede (fonte Radio Vaticana).
In occasione del nostro pellegrinaggio ad agosto del 2010 abbiamo avuto la possibilità di incontrare personalmente alcuni membri della Commissione d'Inchiesta e di colloquiare con uno di questi.
Sorridendo, alle nostre "pressanti" domande, ci interrogava a sua volta:
"Ma voi pensate davvero che il nostro Santo Padre avrebbe permesso questo se non fosse già a conoscenza di tutto quello che succede a Medjugorje? In Commissione vagliamo tutto e tutto ci viene riferito. Per questo dovete continuare a pregare, affinché lo Spirito Santo illumini il nostro lavoro".
Così, ricordandoci che Dio non ha fretta ma che prepara con infinita Sapienza le Sue opere, ci ha raccontato che anni or sono, prima della chiamata al Pontificato, Joseph Ratzinger è stato a Medjugorje e del suo viaggio ne era ben a conoscenza Papa Giovanni Paolo II.
Ovviamente questo non deve creare illusioni e deve esser inteso come un puro e semplice racconto informale... ben lontano da qualsiasi espressione ufficiale che, comunque, non tarderà stando al tono gioviale e disteso e alle parole di commiato del prelato incontrato.
Interviste su Medjugorje
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Interviste:
Al Cardinale Mons. Ersilio Tonini
(di Bruno Volpe)
08 Marzo 2008
www.pontifex.roma.it
Che cosa ne pensa del "fenomeno" Medjugorie?
"Penso che quel posto sia benedetto ed una grazia di Dio, chi va a Medjugorie torna trasformato, plasmato, si specchia in quella sorgente di grazia che è Cristo. Cristo al tempo stesso è rubinetto e fonte. Se a Medjugorie, come ormai evidente, avvengono tante conversioni, significa certamente che vi è la mano di Dio. Insomma credo che bisogna guardare a Medjugorie con serenità e fiducia, apprezzando quel che di buono e santo avviene in quel posto".
Che cosa accade a coloro i quali vanno a Medjugorie?
"Semplice, scoprono la sorgente della fede e si abbeverano a Cristo per mezzo di Maria. Dunque vadano con fiducia a Medjugorie".
Un vescovo emerito ha parlato di Medjugorie come di inganno satanico...
"Stento a crederci. In ogni caso, se lo ha detto, ritengo la frase insensata ed esagerata. Assolutamente fuori tema. Solo chi è ateo non crede alla Madonna e a Medjugorie. Del resto nessuno impone di crederci, ma almeno la rispettino".
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Al Vescovo di Trani Mons. Giovanni Battista Pichierri
03 Marzo 2009
"Medjugorie è un luogo di Grazia, e i frutti, ovvero le tante conversioni, lo dimostrano. Ritengo giusta e legittima la posizione di prudenza della Chiesa sul tema. I veggenti continuano a parlare, quindi bisogna aspettare. Ma se i fedeli quasi in massa ci vanno, una ragione positiva ci sarà".
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Nel frattempo il santuario di Medjugorie è, insieme a Lourdes e Fatima, il santuario mariano più visitato del mondo.
Ecco perché la Chiesa, “Mater et Magistra”, ritenendo evidentemente la Dichiarazione di Zara un punto di riferimento imprescindibile per un corretto discernimento dei fatti e per le conseguenti norme di comportamento dei fedeli, rendendosi conto dell'imponenza degli eventi, si è premurata di fornire adeguate direttive liturgico-pastorali: l’assistenza spirituale da offrire ai pellegrini per dare vigore alla sacralità del luogo, come meta di pellegrinaggio.
Nella Dichiarazione di Zara infatti si legge: “I vescovi fin dall'inizio seguono i fatti di Medjugorje tramite il vescovo diocesano, la commissione diocesana e la commissione della Conferenza episcopale jugoslava per Medjugorje. Sulla base delle ricerche finora compiute, non si può affermare che si tratti di apparizioni o di fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi pellegrini che giungono a Medjugorje provenienti da vari luoghi, spinti dalla fede o da altri motivi, richiedono l'attenzione e la cura pastorale, innanzitutto del vescovo diocesano e, con lui, anche degli altri vescovi, in modo che a Medjugorje e con Medjugorje si promuova una devozione verso la Beata Vergine Maria in armonia con l'insegnamento della Chiesa. A tale scopo i vescovi forniranno anche particolari direttive liturgico-pastorali. Nello stesso tempo, mediante le loro commissioni, continueranno a seguire e a esaminare nel loro insieme tutti gli avvenimenti di Medjugorje”.
Amo la Chiesa! E’ meraviglioso come da una parte sia pronta a custodire con forza la dottrina e dall’altra sia altrettanto pronta ad accogliere fra le sue braccia tutte le pecorelle che le sono state affidate, affinché non se ne perda neanche una… mi ricorda tantissimo l’immagine di Giovanni e Pietro quando andarono al sepolcro!
Arrivò prima Giovanni, il mistico. Ma non vi entrò senza Pietro.
Ed entrambi videro e credettero.
In questo periodo vi sono stati interventi di vari personaggi, anche di grande levatura, che hanno sollevato questioni sulla legittimità dei pellegrinaggi sul posto, sulla presenza di frati-non frati, sulla amministrazioni di Sacramenti validi-non validi o validi ma non lecitamente amministrati, su contrasti fra sacerdoti diocesani e ordini religiosi, su montature politiche, ecc. ecc., rasentando l’effimero, il disgustoso, il blasfemo.
Il vescovo di Mostar-Duvno, quale ordinario competente ha approfittato (giustamente o ingiustamente,
questo non sta a noi giudicarlo) del sito della diocesi per manifestare apertamente la propria posizione. Tuttavia, nonostante le precisazioni della Santa Sede su quella che è una SUA POSIZIONE, le esternazioni sono state palesemente proposte come espressione della Chiesa, lasciando al lettore (spesso inesperto) l'arduo compito di discernere fra pensiero proprio e pensiero istituzionale.
In ultimo, in occasione della visita annunciata dai media, ma "ufficialmente" in forma privata, dell'Arcivescovo di Vienna, Cardinale Cristoph Schönborn a Medjugorie dal 29 dicembre 2009 ai primi giorni del 2010, Mons. Ratko Peric, evidentemente sentendo minata la propria posizione, ha ritenuto necessario pubblicare (sempre sul sito della diocesi di Mostar-Duvno) pesanti esternazioni a carico del presule, mischiando nella vicenda, fatti effettivamente dolorosissimi (non solo per la chiesa locale ma per l'intera Chiesa universale, perchè la Chiesa è Una come Uno è il Suo Signore) ma che con Medjugorje hanno poco a che fare.
Il Cardinale Cristoph Schönborn ha stemperato ogni attrito ribadendo che, trattandosi di visita in forma privata (al pari di qualsiasi altro presbitero di Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica), non era tenuto ad alcun comunicato ufficiale che di contro avrebbe peraltro attribuito una sorta di implicito riconoscimento. Lo stesso Cardinale, ribadendo la sua posizione di membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha precisato che il giudizio su Medjugorje spetta solo e soltanto alla Commissione Internazionale d'Inchiesta appositamente istituita dalla Santa Sede.
In ogni caso, riporto le dichiarazioni del Cardinale Cristoph Schönborn che, a mio parere, possono essere ritenute valide per qualunque fedele, motivo di riflessione per qualunque dubbioso, motivo di monito per qualunque soggetto (e ce ne sono tanti, purtroppo) che usa impiegare il tempo per screditare il Santuario Mariano di Medjugorje, parlando di fatti che evidentemente conosce solo per sentito dire o per inspiegabile convenienza.
Dichiarazioni rese in data 02.01.2010 dall'Arcivescovo di Vienna, Cardinale Cristoph Schönborn (precedentemente alla istituzione della Commissione d'Inchiesta):
(dall'intervista con Max Domej, per i Media Austriaci, proprietà delle relative testate giornalistiche)
“Conosco Medjugorje già da molti anni, non personalmente perché non ero ancora mai stato qui, ma nella nostra Diocesi e molto al di là di essa sperimento i frutti di Medjugorje. Ho sempre detto un'unica e stessa cosa, ciò che Gesù dice nel Vangelo: l’albero si riconosce dai frutti. Quando da noi vedo i frutti di Medjugorje, posso dire che l’albero è sicuramente buono”.
(...)
“L’istanza suprema nella Chiesa è la Santa Sede, il Santo Padre e la sua Congregazione per la Dottrina della
Fede, che è davvero l’istanza più alta in tutte le questioni di fede e di morale. La Suprema Autorità della Chiesa ci ha dato direttive chiare, non da parte del Papa stesso, ma da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede che ha chiaramente confermato ciò che a suo tempo hanno detto i Vescovi della Jugoslavia e che indubbiamente vale come norma per Medjugorje. Ho sempre ripetuto questo, questi testi sono conosciuti, esistono tre elementi che valgono anche oggi e vedo anche la mia visita a Medjugorje nel contesto di tali direttive. In questo senso, la mia visita non è qualcosa di insolito. La Santa Sede, in accordo con la dichiarazione dei Vescovi jugoslavi del 1991, dice:
Primo: Non constat de supernaturalitatae. Questa è una espressione che si utilizza raramente e significa che la soprannaturalità degli eventi non è accertata, ma questa è una formulazione classica della Dottrina Ecclesiastica. Non si dice che la soprannaturalità è esclusa, ma non è, o non è ancora, definitivamente confermata e ciò per una ragione molto semplice che io sostengo completamente. Io sono membro della Congregazione per la Dottrina della Fede ed è comprensibile che io sostenga questo, se dovessimo discutere di questo, cioè: finché i fenomeni continuano, sicuramente non si arriverà ad un giudizio definitivo della Chiesa, perché qualcosa del genere non è ancora stato mai fatto. A Lourdes e a Fatima gli avvenimenti erano terminati, e solo allora la Chiesa ha dato il suo giudizio. Il giudizio definitivo. Anche in questo caso si arriverà a questo prima o poi, ma anche qui lasciamo le mani libere alla Madre di Dio.
Secondo: Non si possono organizzare pellegrinaggi ufficiali, dunque io non posso organizzare un pellegrinaggio episcopale a Medjugorje. Ciò è in logica connessione con quello che è stato detto nel primo punto. Dunque, non c’è ancora un riconoscimento ufficiale, ma con quella formulazione è detto molto chiaramente che la soprannaturalità non è esclusa. La Chiesa ha detto chiaramente: non è escluso. Non è accertato, ma non è neppure escluso.
Terzo: La dottrina della Chiesa dice chiaramente, allo stesso modo in accordo con i Vescovi jugoslavi, è che qui bisogna accompagnare spiritualmente i pellegrini. Ciò significa che davvero deve esistere una pastorale dei pellegrini e molti si adoperano per questo, tra gli altri anche la “Gebetsaktion Wien” che si prende cura dei pellegrini, che li accompagna, che li segue anche dopo il pellegrinaggio ecc. Penso che in questo modo Medjugorje può continuare bene ad andare per la sua strada, con la fiducia che la Chiesa, Madre e Maestra, qui seguirà davvero bene la strada per la quale si va. Consiglierei la pazienza. La Madre di Dio con noi ha così tanta pazienza che già da quasi 29 anni qui in un modo molto diretto mostra la sua vicinanza e cura per la parrocchia di Medjugorje e per così tanti pellegrini. Tranquillamente possiamo avere pazienza! 29 anni sono un periodo lungo, ma davanti a Dio non è poi così lungo!”.
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Qui il video della Veglia di Capodanno (ma avete visto quanti sacerdoti c'erano ???!!!)
Qui il testo in italiano dell'omelia prodotta dal Cardinale Cristoph Schönborn durante la Veglia
Qui il testo della dichiarazione del Vescovo di Mostar-Duvno, Mons. Ratko Peric
Qui il testo di una mia riflessione dal titolo "un po' magi, un po' Moggi"
Preghiamo, preghiamo, preghiamo. Affinchè la Verità tanto cercata sia trovata e celebrata, fosse anche imprevedibile, impegnativa, come... il volto di un Bambino.
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Facciamo un po’ di luce con domande e risposte:
Medjugorie è meta di pellegrinaggio?
Si. Anche una cappella o una semplice icona in qualsiasi parte del mondo, può essere meta di pellegrinaggio purché non vi si operi in contrasto con l’autorità ecclesiastica e si mantenga sempre la chiara distinzione fra la venerazione e la adorazione. A maggior ragione la chiesa di San Giacomo Apostolo che è sede di parrocchia, ove ogni fedele può vivificare la propria fede dal Battesimo all'ultimo saluto, dalla Riconciliazione alle indulgenze, dalla miseria del proprio io alla Comunione con la pienezza della Grazia di Dio.
La chiesa parrocchiale di Medjugorie è santuario mariano?
Si. E’ stata eretta a “Santuario Mariano Internazionale della Regina della Pace” nell’agosto del 1993 e nella mozione si legge anche: “per assistere spiritualmente e pastoralmente i pellegrini di tutto il mondo” (Dichiarazione,Vecenij List, agosto 1993, DN 13, p.41).
I Sacramenti amministrati a Medjugorie sono validi?
A prescindere dalla perenne validità dei Sacramenti amministrati da un presbitero ordinato, si evidenzia che, nonostante la questione in sospeso circa la volontà del vescovo del luogo di affidare la parrocchia a sacerdoti diocesani, il parroco attuale ha ricevuto un regolare mandato. Tutte le celebrazioni inserite nelle attività della parrocchia sono pertanto lecite. Così come tutte le forme devozionali praticate.
Questa è la ragione (fondamentale, a mio parere) per cui non è ammessa la celebrazione di alcun rito in tutto il territorio della parrocchia senza aver preso preventivi accordi con l’ufficio parrocchiale.
Tutti i frati francescani che svolgono servizio nella parrocchia di Medjugorje hanno il mandato del vescovo diocesano mons. Ratko Peric e sono in possesso di tutte le funzioni canoniche per esercitare il loro servizio sacerdotale.
Come ci si comporta innanzi ai messaggi?
Come per le nostre parrocchie, o meglio, come dovrebbe essere in tutte le parrocchie, ogni attività parrocchiale deve essere motivata con espresso mandato da parte del parroco. Così vi è il mandato per i catechisti, per gli animatori, per i lettori, ecc.
Visto che il Santuario non ha dato mandato ad alcuna persona nè comunità di diffondere o di interpretare i messaggi della Madonna, queste iniziative sono da ritenersi private e spontanee da parte dei fedeli e delle comunità.
Ma i sacerdoti vanno a Medjugorie?
La presenza di numerosissimi sacerdoti a Medjugorie dev’essere ritenuta “Grazia per la crescita spirituale” di tutto il popolo di Dio e non un riconoscimento di avvenimenti che sono ancora in corso e che richiedono un approfondimento da parte della Chiesa.
La Chiesa non vieta ai sacerdoti né di andare personalmente in pellegrinaggio né di accompagnare gruppi di pellegrini.
Perché Medjugorie non è più inserita fra le mete dei pellegrinaggi mariani organizzati dalla Opera Romanda Pellegrinaggi ?
Per ben due anni Medjugorie era stata inserita come meta dei pellegrinaggi mariani ufficiali ma, poiché l’organizzazione di questi pellegrinaggi è di competenza della gerarchia ecclesiastica quale attività istituzionale del Vicariato di Roma, organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del cardinale vicario di Sua Santità, è stata sicuramente una scelta opportuna evitarne l’inserimento in modo da non favorire l’errata attribuzione di posizioni ufficiali.
Che si fa a Medjugorie?
Mi piace poter dire che si fanno le stesse cose che si fanno in parrocchia!!!
Magari tutti i giorni ci ricordassimo di riconciliarci con Dio e visitarlo nella Sua prigione d’amore e in tutti i fratelli che incontriamo. Ebbene a Medjugorie si vive da fedeli. Preghiera, riconciliazione, adorazione, Comunione con Dio e con il prossimo, cammino di crescita spirituale.
Si può partecipare alla Messa quotidianamente…
Si può pregare con la Chiesa universale secondo la liturgia delle ore…
Si possono passare ore e ore in adorazione silenziosa davanti al SS.mo Sacramento…
Si può salire al Monte Podbrdo rivivendo i misteri del rosario…
Si può salire al Monte Križevac rivivendo la Via Crucis…
Si possono visitare comunità…
Si possono visitare gli ammalati…
Si possono ammirare le meraviglie del creato, magari facendo una escursione alle cascate di Kravica.
E le apparizioni?
Andare a Medjugorie non comporta l’approvazione delle apparizioni né obbliga alcuno ad accettarne l’autenticità ma dà la possibilità di trarre i frutti positivi derivanti da un pellegrinaggio al santuario della parrocchia di Medjugorje.
Si può andare a Medjugorie senza “partecipare” ad alcuna apparizione …
Vi garantisco però che andare a Medjugorie e passare ore alla presenza reale di Gesù nel SS.mo Sacramento e nella Comunione quotidiana vale infinitamente di più di qualsiasi apparizione tanto che queste diventano infatti quasi un ornamento: ci possono essere, ci possono non essere.
E in ogni caso, il cristiano deve essere capace di trarre il bene sempre, da ogni cosa.
Potrebbe essere opera del Maligno?
Ricordate il libro del Siracide?
Tutte le opere di Dio sono buone. Non c’è da dire “che cos’è questo? Perché quello?” (Come sono belle tutte le opere del Signore!, Sir. 39,16-35).
In ogni caso non lascerò che il pensiero si allontani dall'Amore.
La presenza del Maligno nel mondo non può che indurmi a riflettere e “Ricordarmi di quanto è buono il mio Signore!” … e di quanto bella sia la Madre che Dio ha scelto per noi.
E i veggenti?
Anche in questo dovremmo evitare di lasciarci condizionare dal nostro “mondo”.
Chi ha conosciuto Medjugorie o chi riesce comunque ad immaginare come possa essere stata la Medjugorie del 24 giugno 1981, sa a cosa mi riferisco.
Lì non c’era praticamente niente.
Quindi, via dalle nostre menti le immagini di persone con la palla di cristallo ed il turbante in testa!
Via anche l’immagine di un mangia-soldi che in cambio di un oroscopo positivo ti spilla il conto in banca.
Sono convinto che quei ragazzi non avessero neanche idea di cosa potesse significare la parola “business”.
Così come sono anche convinto che non potessero neanche voler avere a che fare con alcune lotte intestine che sviluppano in certi nostri ambienti ecclesiastici dove ci si combatte a suon di carta bollata per la gestione di questa o quella comunità parrocchiale e delle offerte che ne deriverebbero.
E poi non dimentichiamoci il clima teso che poi condusse alla guerra.
I sei ragazzi che dicono di vedere la nostra Madre Cara, sono figli di povera gente. All’epoca non conoscevano gli agi del progresso e le suggestioni di un'esistenza facile.
Ma avevano la ricchezza di una fede viva e semplice, seppur tradizionale.
Non meglio dotati di altri, né nella religiosità né nella condotta personale.
Personalmente ne ho conosciuti solo due, Vicka Ivankovic e Ivan Dragicevic.
Estremamente diversi tra loro nel carattere, la prima solare e aperta a tutti, il secondo completamente introverso, tendente quasi al nascondimento.
Eppure sono rimasto colpito nell’ascoltarli dalla univocità dei loro discorsi e dall’atteggiamento semplice nell’incontrarsi quotidianamente con migliaia di pellegrini.
Da questo ho tratto due semplici considerazioni:
- parlano della medesima persona mostrando di conoscerla entrambi e senza mai contraddirsi;
- hanno una pazienza ed una calma che … non appartiene al mio mondo.
Se penso per un attimo a quante volte (per lavoro) sono riuscito a cogliere il mentire di due persone mettendole a confronto e a quante volte mi sono innervosito dopo aver ricevuto una decina di cittadini nella stessa mattinata…!
In ultimo, voglio con voi puntare lo sguardo all’atteggiamento dei due Pontefici nei confronti di Medjugorie, con la speranza che ci serva da esempio e da ammonizione. Anche perché entrambi, sulla questione, hanno espresso solamente il proprio convincimento personale.
Papa Giovanni Paolo II
Tutti i siti dedicati alla Gospa non omettono di ricordare il vescovo Palov Hnilica, apostolo del messaggio di Fatima e grande amico di Papa Giovanni Paolo II. Con Dio non c’è da stupirsi sulla coincidenza fra alcuni eventi e le date in cui si verificano. Anzi, sembrerebbe proprio che Dio operi con il calendario liturgico alla mano !
Così il vescovo Palov Hnilica, dopo essersi prodigato per diffondere il messaggio della maternità spirituale di Maria Santissima, tornava al Padre l’8 ottobre del 2006, nel mese dedicato a Maria e alla sua preghiera preferita, il Rosario.
Ebbene mons. Hnilica fu proprio la persona che ebbe l’incarico da Giovanni Paolo II di recarsi “in incognito” a Medjugorie.
Fu proprio mons. Hnilica a raccontare quella che molti hanno definito una “straordinaria confidenza” del papa: “Medjugorie è la continuazione e la realizzazione di Fatima”.
Riporto il testo di una intervista reperita su internet rilasciata nell'ottobre 2004 da mons. Hnilica alla giornalista Marie Czernin, che di ritorno a Roma fece visita al Santo Padre a Castel Gandolfo: “Pranzai con Lui, gli raccontai della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, che avevo potuto compiere il 24 marzo di quello stesso anno in modo del tutto insperato, nella Cattedrale dell'Assunzione nel Cremlino di Mosca, così come la Madonna aveva chiesto a Fatima. Egli ne rimase molto colpito e disse: ‘La Madonna ti ha guidato fin lì con la Sua mano"', ed io risposi:'No, Santo Padre, mi ci ha portato in braccio!'. Poi mi chiese che cosa pensassi di Medjugorje e se vi ero già stato. Risposi: ‘No. Il Vaticano non me l'ha proibito, ma me l'ha sconsigliato'. Al che il papa mi guardò con sguardo risoluto e disse: ‘Va' in incognito a Medjugorje, così come sei andato a Mosca. Chi te lo può vietare?'. In questo modo il papa non mi aveva ufficialmente permesso di andarci, ma aveva trovato una soluzione. Poi il papa andò nel Suo studio e prese un libro su Medjugorje di René Laurentin. Cominciò a leggermene qualche pagina e mi fece notare che i messaggi di Medjugorje sono in relazione con quelli di Fatima: ‘Vedi, Medjugorje è la prosecuzione del messaggio di Fatima'”.
(il testo integrale dell’intervista lo trovate qui).
Mons. Hnilica sempre in quella occasione precisò anche che, il 25 marzo 1994, celebrò il decimo anniversario della consacrazione del mondo a Maria proprio lì a Medjugorie nella chiesa parrocchiale di San Giacomo. E ancora aggiunse che Giovanni Paolo II, in occasione di un’altra conversazione su Medjugorie, si rivolse a lui con queste parole: “Oggi il mondo ha perduto il senso del soprannaturale, ma lo ritrova a Medjugorje, attraverso la preghiera, il digiuno e la confessione sacramentale”.
Non è da tenere celato neanche il contenuto di una lettera del 1997, indirizzata ai “Gruppi di preghiera di Medjugorie”, fra i cui firmatari figurano lo stesso mons. Hnilica nonché mons. Frane Franic, vescovo di Spalato, dove si legge testualmente:
“…volevamo farvi partecipi di una testimonianza comune che vuole anche essere un contributo per la difesa di questa opera di Maria che si è diffusa nel mondo intero e che da più parti continua ad essere minacciata. Nessuno può negare - anche se di fatto c'è chi cerca di farlo - che il Movimento spirituale della Regina della Pace è una realtà viva nella Chiesa, suscitata da uno spirito di preghiera e non da iniziative umane. Questo fiume di luce, di vita, di pace e di amore per la Madre di Dio, ha generato gruppi di preghiera ovunque, ha ispirato conversioni, continua a guarire e consolare i cuori di tutti quei fedeli che hanno trovato nella semplicità del messaggio della Regina della Pace una direzione autentica per riscoprire il Vangelo e per ritornare nel cuore della Chiesa. Non si contano più oramai le conversioni avvenute a Medjugorie e grazie a quel messaggio tanti che avevano lasciato la Chiesa sono ritornati e tanti altri hanno imparato ad amarla di più…”
Papa Benedetto XVI
In molti cercano di appropriarsi di espressioni utilizzate da papa Benedetto XVI e cercare a volte di forzarle per tentare di dimostrare questa o quella tesi.
Bisogna essere corretti. Se papa Giovanni Paolo II si è espresso (sempre a titolo personale) in maniera piuttosto esplicita, papa Benedetto XVI non ha lasciato trapelare alcuna confidenza.
Almeno questo è ciò che si sa alla data odierna.
Tuttavia vorrei riportare quanto accaduto nel mese di luglio 2007 a Lorenzago di Cadore, nel bellunese, dove il papa ha soggiornato.
Il papa si è recato presso una piccola cappella nel bosco dove ha sostato in preghiera, pregando il rosario innanzi ad una statua di Nostra Signora di Medjugorie che era stata dapprima rubata e poi restituita.
Chi ha assistito ha definito il momento come “molto toccante”.
(L’episodio lo potete trovare narrato qui).
Recentemente, e precisamente nell’udienza generale del 4 giugno 2008 in una piazza San Pietro gremitissima, il Papa ha benedetto la statua della “Madonna di Medjugorie” del Movimento Gospa di Milano.
E non si è trattato di una improvvisata…
“Ora cantate inni con tutto il cuore e con la bocca e benedite il Nome del Signore!” (Sir. 39,35)
Simmy
P.S. Alcune immagini sono state copiate da altri siti. Se i rispettivi proprietari dovessero ritenere illecita la loro riproduzione in queste pagine, potranno contattarmi via mail dalla sezione contatti e provvederò alla immediata sostituzione. Grazie.
In conformità ai decreti di Papa Urbano VIII e alle direttive del Concilio Vaticano II, preciso che non intendo in alcun modo prevenire il giudizio sull'autenticità soprannaturale dei fatti e dei messaggi di cui si fa cenno, pur essendone - a titolo personale - convinto.
Tale giudizio compete alla Chiesa, a cui comunque mi sottometto pienamente.
Le parole "apparizioni", "messaggi" e simili, hanno qui semplice valore di testimonianza.