Alla Regina della Pace

Appunti di viaggio...
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Parti, pellegrino
Pubblicato da Simone in Medjugorie • 19/07/2010 11.50.43
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<!- Medjugorje>
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Parti, pellegrino.


La Parola delle ultime domeniche mi ha aiutato a riflettere molto su questo pellegrinaggio.
Nel nostro gruppo eravamo in 82, consapevoli che, all'arrivo a Medjugorje avremmo constatato che in migliaia sono partiti insieme a noi, da ogni parte del mondo. Che centinaia di migliaia sono partiti prima di noi e altrettanti, se non di più, l'avrebbero fatto dopo di noi. I fatti hanno di gran lunga superato le attese.
Quante volte mi sono impegnato nel dire: "Maestro, Ti seguirò ovunque Tu vada" !
E Lui risponde così: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".
C'è chi si lamenta di un Dio troppo lontano ed impassibile innanzi alle sofferenze della vita.
C'è chi Lo incontra e inizia a lamentarsi che sia troppo vicino, intimo, invadente, esigente.
Eppure, abbandonandosi a questo Dio, ogni amore diventa secondario e riflesso della Sua Totalità Assoluta.
Ecco perché Lui è Vita più della vita, Amore più di ogni amore.
Ecco perché dobbiamo sempre guardare avanti, senza restare inchiodati al passato.
Non possiamo nasconderci dietro il "si è fatto sempre così". Non possiamo definire una vicenda così grande con un "figuriamoci se la Madre di Dio viene ogni giorno a parlare con dei ragazzini".
Non possiamo stare sempre lì a mettere il talento sotto terra. Siamo troppo occupati a conservare piuttosto che a far vivere il Vangelo.
Abbiamo Cristo presente in ogni Santa Messa celebrata sulla Terra, più volte al giorno, - più volte! -, magari nello stesso istante e in ogni dove. Abbiamo il nostro Dio in ogni tabernacolo nelle nostre Chiese.
Il problema è non vederLo o piuttosto non "sentirLo" ?
La risposta di Gesù è un invito nascosto dietro ad una provocazione.
A volte ci chiudiamo nelle nostre chiese come se fossero delle cucce.
Come se fossimo discepoli spaventati, in cerca di isolamento, di posti dove stare al sicuro dai pericoli del mondo. E così pensiamo ad abbellire le nostre parrocchie e magari poi mortifichiamo le Liturgie. Pensiamo a mettere l'aria condizionata e gli inginocchiatoi con i cuscini e poi ci tiriamo indietro davanti al pensiero di acquistare un nuovo calice.
Perché della "Casa del Signore" curiamo solo quello che fa stare bene i mattoni? Perché non curiamo anche il nostro "essere" Casa del Signore?
Gesù non ha dove posare il capo. Qual è davvero la Sua casa?
Non ha una comoda stanzetta in cui nascondere i propri discepoli.
Eppure alla nostra richiesta di conoscere quale sia la Sua casa, ecco la provocazione: "Venite e vedete".
Andare a Medjugorje per vivere Medjugorje non è una cosa così scontata come dicono.
Se vuoi fare il "turista", allora prendi, parti, va'. Ci sono 10.000 tour operators e agenzie viaggi che propongono viaggi di "turismo-religioso" per tutte le tasche.
"Turismo-religioso"? Suona un po' come "interruzione di gravidanza" al posto di "aborto" o "eutanasia" al posto di "omicidio". Sempre "turismo" è ed il turismo ha poco o niente a che fare con il "peregrinare".
Comunque, va'! Carica la tua fiammante super macchina fotografica, accendi la tua videocamera ad altissima risoluzione, prendi gli occhiali da sole con lenti a trattamento chimico e vai…
vedrai … sì, forse anche tu vedrai… ma difficilmente vivrai quello che vivono i pellegrini a Medjugorje.
Se vuoi vivere Mejugorje, lascia che sia la Mamma a chiamarti, accogli quella chiamata nel tuo cuore e non portare con te nulla più del necessario.
Incontrerai mille difficoltà prima di poter partire, e dovrai esser tu più forte perché sia evidente la tua libera volontà nell'accettare quella chiamata.
Non cercare un albergo munito della parabola per continuare a drogarti con la televisione o con collegamento permanente ad internet perché facebook ha invaso i tuoi pensieri, ma accontentati di un posto dove riposare il fisico e lasciare spaziare i pensieri e ricordare le persone che si sono affidate alle tue preghiere.
Non cercare con disperazione il punto dove il cellulare prende meglio, ma chiediti cosa potresti fare per le persone che vorresti chiamare o da cui vorresti esser chiamato.
E così tornerai a sentire e a vedere. E respirerai un'aria diversa, una pace nuova.
Ogni volto per la strada inizierà ad esserti familiare, ogni dolore incontrato condividerà il tuo dolore. Il sorriso nascerà dal tuo cuore e proverai un bisogno irresistibile di scambiare un saluto con gente mai conosciuta prima. Quelle bancarelle così piene di rosari ti sembreranno perfino divertenti e ti aiuteranno a ricordare persone nascoste fra i pensieri più remoti. E sta' pure sicuro che dimenticherai forse le più importanti e, una volta a casa, comincerai subito a pensare a quando potrai tornarci.
Se sei sacerdote, ti sentirai disposto anche a non mangiare pur di restare ad elargire a piene mani il dono della Misericordia Divina… e, a sera, proverai una soddisfazione meravigliosa nel ricordare i volti in lacrime delle anime a cui tu, strumento nelle mani del Nostro Signore, hai cancellato le piaghe del peccato.
Ho due figli… quasi quasi ti invidio uomo di Dio! Quanti ne hai fatti nascere di nuovo restituendo la dignità dell'esser Figli di Dio?
Quanti sembravano già morti? Guardo le persone che escono da quei confessionali e ricordo le parole del Padre misericordioso: "questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita. Era perduto ed è stato ritrovato".
E allora sì che a Medjugorje c'è da rallegrarsi. Certo!
Ascolto una catechesi di padre Danko. Lui è da tantissimi anni a Medjugorje e dice di non aver mai visto una apparizione… e che non ne ha mai avuto bisogno perchè Gesù e Maria si sentono lo stesso. Parte subito dalla differenza fra un turista e un pellegrino. Mentre il turista scrive i suoi ricordi sulle memorie delle macchinette, il pellegrino lascia che Dio scriva i ricordi nel suo cuore.
Poi parla dell'importanza della famiglia. Del valore del Sacramento del Matrimonio, dell'assoluta necessità da parte del cristiano del nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo, della preghiera.
Parla del Papa. Esalta la sua umiltà e la sua capacità di piangere con i suoi figli violati e sofferenti.
Lo indica come il vero obiettivo del "tizio del piano di sotto" perché lui guida la Chiesa nel nome di Gesù.
E ne ribadisce la Sua presenza viva. Parla delle battaglie combattute al cospetto dell'opinione pubblica mentre per il cristiano si dovrebbe decidere tutto unicamente al cospetto di Gesù Cristo, unico giudice.
E' Lui la salvezza degli uomini. La Chiesa esiste solo per indicare al mondo il Suo volto.
E Maria è Colei che ci guida a mettere in pratica la Parola. Lei che come ogni madre sulla faccia della terra non si stanca mai di ripetere ai propri figli la via giusta. Anche dopo 29 anni.
Nei suoi messaggi un continuo invito a considerare che siamo fatti per il Cielo.
Nei suoi messaggi un continuo invito alla conversione.
Nei suoi messaggi un continuo invito a mettere Cristo al centro delle nostre vite.
A Medjugorje, guardando il tabernacolo nella chiesetta dell'orfanotrofio di Suor Cornelia, ho capito. Un mosaico dell'Annunciazione: E' Maria la Sua casa.
Il Suo palazzo. La Sua città. Lei, la tutta bella e, per Grazia di Dio, Madre mia e tua.
Mi tuffo nel cuore di Maria, contemplo e adoro il Suo Figlio.
Già, a Medjugorje c'è davvero di che rallegrarsi.
Inizio a sentire perfino la brezza delle ali degli angeli in festa. Una preghiera nasce spontanea nel cuore e vado a riposare sereno, canticchiando: Zdravo Kraljice Mira, Zdravo Maiko ljubavi (Ave Regina della pace, Ave Madre dell'amor).


Non si può esprimere un giudizio su Medjugorje senza averne vissuto personalmente e profondamente l'esperienza. A tutti coloro che chiedono "perché Medjugorje?" rispondo con le parole di Gesù: Venite e vedete.


Ricordati, o piissima Vergine Maria,
non essersi mai udito al mondo
che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio,
implorato il tuo aiuto,
chiesto la tua protezione
e sia stato abbandonato.
Animato da tale confidenza,
a te ricorro, o Madre, Vergine delle Vergini,
a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro.
Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere,
ma ascoltami propizia ed esaudiscimi.
Amen.

(San Bernardo)

Simmy
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